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E’ online Chiedi, la piattaforma per ottenere trasparenza

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Vuoi sapere quanto spende un Ministero in auto blu, il numero di ispezioni ambientali della tua Regione o quanto e come investe nella digitalizzazione della scuola?

Se non sai come fare, non sai a chi scrivere o hai provato a chiedere e non ti hanno risposto, adesso, per la prima volta in Italia, c’è un sito che ti aiuta a ottenere quello che vuoi sapere: DirittoDiSapere.it.

Nato due anni fa come blog dell’omonima associazione per l’accesso all’informazione, oggi Diritto Di Sapere si trasforma in uno strumento molto più importante, con il lancio della piattaforma Chiedi che ti permette di inoltrare una richiesta di accesso alla amministrazioni pubbliche italiane e a tracciarne il suo esito. La piattaforma ti permette anche di vedere quali sono le richieste già fatte e se hanno avuto risposta.

Quella che va online oggi è la versione beta di Chiedi e permette di inoltrare richieste esclusivamente a Ministeri e Regioni. Nelle prossime settimane la arricchiremo dei riferimenti di Province, Comuni, società partecipate e, a termine, tutto ciò che è previsto dal decreto 33/13 (il decreto trasparenza varato da Mario Monti) e dalla legge 241/90 (la legge di accesso agli atti).

Chiedi è un adattamento per l’Italia del sistema open source Alaveteli sviluppato dall’ong britannica MySociety (che ha sostenuto il progetto italiano e collaborato allo sviluppo del nuovo codice) e che vanta già installazioni in altri 17 paesi dove ha aiutato più di 200mila persone a inviare richieste di accesso ai governi. Tra le piattaforme già attive in Europa ci sono Whatdotheyknow , lanciato direttamente da MySociety in Gran Bretagna, AsktheEU lanciato da Access-Info Europe, Tuderechoasaber della spagnola Civio.

La piattaforma Chiedi va a completare la cassetta degli attrezzi per la trasparenza che Diritto Di Sapere ha cominciato a sviluppare nel 2013  con il rapporto “Lo Stato Silenzioso e arricchito nel 2014 con l’edizione aggiornata del manuale LegalLeaks per l’accesso all’informazione.

Provate Chiedi, segnalateci problemi (siamo in beta!) e suggerite modifiche e aggiunte scrivendoci a info (at) dirittodisapere.it. I passi da fare sono ancora tanti e tra questi c’è anche lo sviluppo di un sistema che permetta l’uso della posta elettronica certificata da parte degli utenti e delle amministrazioni.

Per inciso: fare e aiutare a fare trasparenza sarebbe molto più semplice se in Italia esistesse un Freedom of Information Act sul modello di quello americano. Purtroppo non c’è ancora e per questo sosteniamo la proposta di legge avanzata da Foia4Italy.

Diritto di Sapere è un’organizzazione indipendente e apartitica. Le informazioni su chi siamo e chi ci finanzia sono qui e qui.