FAQ

Cos’è il diritto d’accesso?
Il diritto d’accesso agli atti amministrativi è il diritto di prendere visione e ricevere copia di documenti in possesso della Pubblica Amministrazione
Si tratta di un tuo diritto fondamentale in quanto cittadino, indicato tra i diritti umani dagli organismi internazionali, dall’Onu all’Unione Europea.
In Italia la principale legge che si occupa del diritto di accesso agli atti amministrativi è la n. 241/1990.

A cosa serve?
Ad accedere a documenti contenenti informazioni che ci riguardano (in altri Paesi si può accedere a un maggior numero di documenti): dati personali, un concorso a cui abbiamo partecipato, una sanzione amministrativa, una gara d’appalto a cui ha preso parte la nostra azienda, i soldi stanziati dal Comune nell’ambito di cui si occupa la nostra associazione.
Qui trovi anche alcuni casi di inchieste realizzate o in fase di realizzazione proprio grazie al diritto di accesso. Se ne conosci altri o se hai avuto esperienza di richieste di accesso, scrivici e segnala queste esperienze.

Diritto di accesso, open data, trasparenza… sono la stessa cosa?
No, ma sono concetti collegati.
Si parla di infatti accesso proattivo quando è la pubblica amministrazione a mettere a disposizione dei cittadini set di dati in suo possesso. Negli ultimi anni questi dati sono sempre più spesso pubblicati in formato aperto: si parla quindi di open data.
Si parla invece di accesso reattivo quando il documento amministrativo viene fornito al cittadino a seguito di una sua richiesta esplicita presso la relativa istituzione. In Italia, però, non tutte le informazioni sono però accessibili per il cittadino.
Diritto di accesso e open data sono due facce della stessa medaglia: insieme costituiscono strumenti preziosi per la trasparenza dell’operato della pubblica amministrazione rispetto ai cittadini.

Quindi, da cittadino, a quali informazioni posso accedere?
il cittadino che faccia richiesta di accesso deve infatti dimostrare di avere un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente a una situazione giuridicamente tutelata.
Cosa significa:
1. interesse diretto: vuol dire che le informazioni contenute nell’atto devono essere personali, cioè riguardare chi ne fa richiesta
2. interesse concreto: vuol dire che deve esserci un legame tra l’argomento dell’atto e la persona che lo richiede; l’informazione deve servire a tutelare concretamente un interesse giuridico del cittadino richiedente
La legge prevede che la richiesta di accesso debba essere motivata rispettando questi criteri e rivolta all’amministrazione che detiene il documento. La richiesta deve essere chiara e specifica nell’identificare l’atto o l’informazione che ci interessa.

E se faccio parte di un’associazione?
Se fai parte di un’associazione, questa può fare richiesta in quanto “portatrice di un interesse collettivo”. Questi interessi sono le finalità dell’associazione e devono essere esplicitamente menzionati nello statuto associativo (allegalo alla tua richiesta se lo citi).

Questo vale anche per i giornalisti?
No. I giornalisti hanno un accesso privilegiato agli atti amministrativi, come manifestazione del diritto d’informazione stabilito dall’articolo 21 della Costituzione.

Ma non ci sono eccezioni?
Sì, perché il diritto d’accesso non è un diritto assoluto.
Questo vuol dire che ci sono categorie di informazioni che costituiscono eccezioni al diritto del cittadino. Solitamente tali eccezioni rientrano nelle categorie di sicurezza nazionale, ordine pubblico, crimini su cui le indagini sono ancora in corso, protezione di alcuni interessi privati, dalla privacy dell’individuo ai segreti aziendali, e ai processi legati alla politica monetaria e valutaria. Ogni legge nazionale, tuttavia, presenta un elenco differente di tali eccezioni.
Anche se l’informazione richiesta ricade tra le eccezioni, non è detto che i dati non siano del tutto accessibili: in alcuni casi la P. A. dovrà fornirli omettendo i dati sensibili e segnalandolo al cittadino.

Entro quanto tempo la Pubblica Amministrazione deve rispondermi?
La richiesta deve ricevere risposta entro 30 giorni; in caso di mancata risposta, la richiesta si considera respinta.
Puoi però presentare ricorso al TAR, al Difensore Civico o alla Commissione d’accesso: anche in questo caso la legge prevede che la risposta sia dovuta entro 30 giorni.

…e quanto mi costa?
La visione dei documenti è gratuita. Ricevere una copia cartacea del documento in questione comporta costi pari a quelli di riproduzione del documento (fotocopia, DVD ecc) e di bollo. In molti casi è possibile richiedere la versione elettronica dei documenti in questione a costo zero.

Quindi voi di Diritto Di Sapere chi siete?
Diritto Di Sapere è nato proprio per misurare e promuovere il diritto all’accesso.
L’abbiamo concepito confrontando i nostri diritti di cittadini, ma anche gli strumenti a disposizione di chi fa informazione e la trasparenza di cui godono le imprese e i mercati, con ciò che abbiamo toccato con mano in altri paesi. Qui trovi il nostro statuto.
E questi, uno per uno, siamo noi.

E cosa fate?
Innanzitutto, abbiamo realizzato un manuale indirizzato a cittadini, associazioni e giornalisti per saperne di più e per spiegare dal punto di vista pratico come presentare una richiesta di accesso. Lo trovi qui.

Un fiorino! …ehm, cioè, ma chi vi paga?
Il progetto è partito grazie al sostegno dell’Open Society Foundations. Il primo anno del progetto è dedicato al primo monitoraggio sul campo dell’accesso in Italia. Con la collaborazione di 60 tra giornalisti e membri della società civile andremo a verificare l’efficacia con la quale gli italiani accedono alle informazioni raccolte dal governo a vari livelli. I risultati di questa indagine saranno resi pubblici nella primavera del 2013.
L’avvio di Diritto Di Sapere non sarebbe stato possibile senza la collaborazione con Access-Info Europe, una ong che si occupa di questi temi da anni e in numerose nazioni europee.

Ok, mi interessa… come posso contribuire al progetto?
Ecco alcune cose che puoi fare per darci una mano:
1. informarti sull’accesso e capire come può esserti utile (e parlarne in giro!)
2. presentare una richiesta di accesso di tuo interesse e farci sapere come va
3. se sei un giornalista o fai parte di un’associazione: segnalarci casi di inchieste realizzate grazie al diritto di accesso o situazioni dove il diritto di accesso dovrebbe essere esercitato

Se ti interessa della formazione specifica sul tema per la tua associazione o redazione o se hai domande o altre richieste… scrivici (info @ dirittodisapere.it )!

Se vuoi saperne di più su quello che succede a livello nazionale e internazionale sul tema, seguici sul blog, Facebook e Twitter: ti terremo informato!

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5 comments

  1. elisabetta schioppa

    ad un mo vicino che ha richiesto all’agenzia delle entrate documenti che riguardano la mia situazione familiare ( fitti, acquisti di immobili etc) è stato negato l’accesso a tali atti ma , non so come, lo stesso ne è venuto in possesso. Quale tutela devo adire nei suoi confronti, visto che non è possibile risalire alla persona che gli ha dato gli attti? Siccome usa tali notizie per farmi molto male come devo fare oer impediglierlo? Grazie Elisabetta

    • guidoromeo

      Ciao Elisabetta,
      se il tuo vicino ha avuto questo tipo di documenti credo che non sia grazie alla norme sull’accesso che infatti tutelano la privacy dell’individuo. L’unico consiglio che ti possiamo dare è di consultare un avvocato.

      In bocca al lupo, GR

  2. Giuseppe

    Ho motivato la mia richiesta di accesso agli atti con la dicitura “avendone interesse giuridico”, la P.A. mi risponde di motivare la richiesta. Ma non è sufficente dire che ho interesse giuridico?
    Grazie

  3. eugenio

    sono un cittadino residente di un comune in provincia di benevento, siccome nutro forti dubbi sul modus operandi dell’amministrzione comunale del mio paese, vorrei sapere se ho il diritto di accesso ad alcuni documenti in possesso del mio comune. nello specifico parlo di una gara d’appalto di alcuni anni fa e un contratto stipulato dal comune con alcune ditte del posto. grazie

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