Categoria: Rassegna DDS

Rassegna: data storytelling, Web Index 2013 e Google Code Jam

La copertina di "Close up at a distance", di Laura Kagan
La copertina di “Close up at a distance”, di Laura Kurgan

La strada è in salita per le amministrazioni che vogliono migliorarsi. La rassegna di questa settimana mostra alcuni degli ostacoli che le pubbliche amministrazioni incontrano quando vogliono intraprendere processi innovativi.
Nuovi sono anche i modi in cui il giornalismo può raccontare storie e problemi. Ma siamo in grado di leggerle criticamente?

Guardano al futuro – e offrono belle opportunità – anche Web Index 2013 e Google Code Jam competition: non perdetele!

  • Gli ostacoli per la PA che vuole innovare. La New America Foundation pubblica i risultati di uno studio condotto sulle amministrazioni locali in California per individuare i punti chiave, positivi e negativi, per la pubblica amministrazione che vuole innovare processi e iniziative. Dall’importanza delle relazioni personali, alle pressioni politiche fino all’importanza degli ordini professionali e alla differenza tra contesto urbano e rurale, ecco una serie di elementi da tenere presenti nella progettazione dell’innovazione pubblica.
  • Data-journalism: quando le mappe diventano editoriali. Si dice spesso che i dati e le mappe possano raccontare storie. Ma queste storie sono tutt’altro che oggettive: così come la data visualization è un efficace strumento per i giornalisti, così diventa potenzialmente ingannevole per i lettori, a cui quei dati possono sembrare imparziali. Se ne parla in Close Up at a Distance, un saggio di Laura Kurgan, docente di architettura alla Columbia University.
  • InfoAmazonia e lo storytelling del futuro. Lo scorso anno InfoAmazonia ha lanciato un sito di mappe con l’obiettivo di tracciare le minacce ambientali nella regione, dalla deforestazione agli incendi. Con l’utilizzo di foto interattive e video-mashup, oggi l’organizzazione sperimenta in modo decisamente innovativo come vuole rivoluzionare il proprio storytelling. E lo spiega passo dopo passo.
  • Il Web Index 2013: chi vuole dare una mano? Quest’anno Global Integrity e la World Wide Web Foundation lavoreranno insieme per realizzare il Web Index 2013 e cercano collaboratori che possano condurre ricerca e analisi di dati. Il Web Index è un sistema di misurazione dell’utilizzo e dell’impatto del web nei paesi del mondo, provando a tracciare miglioramenti in termini di accesso e valore economico. Nel 2012 sono stati analizzati 61 Paesi, che cresceranno fino a 80 nel 2013.Qui tutte le informazioni.
  • Enigmi e algoritmi: al via il Google Code Jam 2013. Google ha aperto le registrazioni per il Code Jam 2013, la competizione di programmatori ora al suo decimo anno, con un primo premio di 15.000 dollari. Programmatori di ogni età (superiore ai 13 anni) ed esperienza sono invitati a competere tra loro per cercare di risolvere “enigmi di algoritmi”.
    La competizione inizierà il 12 aprile e avrà quattro fasi, l’ultima delle quali si terrà negli uffici di Google a Londra, il prossimo agosto. L’edizione dello scorso anno ha visto la vittoria del polacco Jakub Pachocki tra più di 35.000 partecipanti.

Rassegna: Foia made in USA, open data e civic hacking

Il Foia americano funziona davvero? Sappiamo riconoscere le nuove forme di partecipazione che si stanno sviluppando oggi? E poi, chi è più “avanti” quando si parla di open data, New York o San Francisco?

Queste e altre domande (e anche qualche risposta) nella rassegna di oggi.

Da OpenTheGovernment.org
Da OpenTheGovernment.org
  • Usa: il Foia funziona davvero?

    Il Freedom of information act sembra funzionare molto bene negli Usa… ma solo apparentemente! I dati più recenti parlano di risposte positive nel 94% dei casi, ritardi praticamente assenti, tecnologie che velocizzano il processo. Ma la realtà è assai più complessa, a sentire molte delle Ong che si occupano di accesso all’informazione. Sono ormai numerose le organizzazioni che sostengono che la situazione sia molto diversa dai dati ufficiali dell’amministrazione Obama, in alcuni casi anche peggiore rispetto alla precedente amministrazione.

  • Cambiare la PA  “dall’interno” con gli open data

    Scientific American pubblica una bella intervista a Todd Park, “chief technology officer” dell’amministrazione Obama e un passato da imprenditore, con diverse start-up di successo all’attivo. Park spiega come gli open data in ambito meteorologico hanno creato numerose opportunità per le imprese, e che lo stesso potrebbe avvenire in molti altri settori. Ma soprattutto, Park punta a ripetere il successo dall’interno della Casa Bianca, grazie a un incubatore unico nel suo genere.

  • Oltre gli hackathon: civic hacking nei paesi in via di sviluppo

    Il civic hacking e la partecipazione prendono oggi molte forme – ancora più di quelle che pensiamo, se guardiamo a paesi in via di sviluppo. Ci sono nuovi modelli di partecipazione che potrebbero aprire molte possibilità di azione e contributi da parte di persone senza competenze tecniche. Ma siamo in grado di riconoscerli e aiutarli a svilupparsi? Ne parla Rodrigo Davies, ricercatore del Center for Civic Media del Mit.

  • Come cambiare il posto dove viviamo… con gli open data!

    Questa è l’ideale punto di partenza del bando di Knight News Challenge per progetti di sviluppo sul territorio (in the U.S. and abroad). In risposta sono arrivati 886 progetti per 5 milioni di dollari di fondi. The Atlantic ne segnala 12 tra i più interessanti.

 

Rassegna DDS: il valore dei dati, lezioni per civic hackers e università “open”

TransparencyEccoci a mercoledì con una nuova rassegna.

Oggi si parla di valore economico di dati e open government, ma anche di community che collaborano con la pubblica amministrazione.
E nuove strade collaborative si aprono anche in ambito accademico…

  • Il valore economico dell’open government… Quando si parla di open government, possiamo possiamo quantificarne i vantaggi concreti per aziende, cittadini e amministrazioni pubbliche? Secondo Alex Howard, un esperto del settore e autore di una riflessione approfondita sul tema, non è così semplice. Che ne pensate?
  • …e quello dei dati pubblici! Un altro esperto di dati della pubblica amministrazione, Ton Zijlstra, racconta le attività di un workshop sul valore degli open data come strumento per creare nuove politiche pubbliche. Qual è il potenziale dei dati aperti in termini economici e quale l’impatto sulla trasparenza della PA?
  • Open Data Day: lezioni per civic hackers. David Eaves, uno dei promotori dell’Open Data Day, fa un bilancio della giornata, svoltasi il 23 febbraio scorso (anche Diritto Di Sapere vi ha preso parte). Come si costruiscono community “civiche”, che collaborino con le istituzioni? Quale direzione prendere per un open government collaborativo?
  • Dati pubblici in formati “open”: la Sunlight Foundation spiega perché è importante che i dati pubblici siano disponibili in formati aperti. Una riflessione valida sia per le richieste di accesso che per la pubblicazione di dati!
  • Come sta crescendo OpenStreetMap. GPS, crowdsourcing, cartografi: sono gli ingredienti di OpenStreet Map, un progetto collaborativo per creare un’alternativa “open” alla mappatura della rete stradale mondiale. Un progetto che sta crescendo e con risultati particolarmente interessanti.
  • Università “open”: un aiuto per i paesi “in via di sviluppo”? Sono sempre più numerosi le iniziative accademiche che “aprono” le proprie risorse educative e gettano le basi per un’innovazione collaborativa, spiega Julia Wetherell su Techpresident. Fino ad ora, però, i benefici sono stati più che altro “laterali”, favorendo le comunità di persone già inserite in ambito accademico. Come si può creare valore anche per i “paesi in via di sviluppo“?

 

Rassegna DDS: Sunshine Week, big data e il valore degli hackathon

Questa settimana è la Sunshine Week che celebra accesso e trasparenza, ma il menù della rassegna è ricco: si parla di big data, economia e istituzioni alle prese con innovazione e dataset. Ma attenzione: hackathon e affini sono tutt’altro che una panacea per i problemi che le istituzioni devono affrontare…

  • Hacker, dati e pizza: la ricetta perfetta per risolvere un problema? Non proprio: gli hackathon sono incontri che portano numerose opportunità per il cambiamento, ma non sono la panacea per risolvere problemi di ampia scala. Anzi, partire dai dati e non dalle domande è un modo di pensare che porta a risultati falsati. Un articolo della Harvard Business Review prova a mettere ordine.
  • Una legge sugli open data (e molto altro) per New York. Mille dataset in formato machine-readable, una piattaforma open data e una legge sui dati. Ma è solo l’inizio per New York, una delle città più all’avanguardia su questi temi. E che non ha intenzione di fermarsi, leggere per credere.
  • Sunshine Week 2013. La Sunshine Week è un’iniziativa per promuovere in tutto il mondo i temi dell’accesso, della trasparenza e dell’accountability. Quest’ anno si svolge dal 10 al 16 marzo. Ecco le principali iniziative.
  • Big data e giornalismo: presto intervisteremo database? Kenneth Cukier, co-autore di “Big Data: A Revolution That Will Transform How We Live, Work and Think” spiega che l’accesso a grandi quantità di dati porrà nuovi problemi ai giornalisti nello studio delle correlazioni tra dati. Bisognerà imparare a lavorare con grandi quantità “confuse” di dati, rispetto alle piccole e ordinate quantità a cui siamo abituati. Finiremo per intervistare dei database?
  • AAA Civic Hacker Cercasi per la Casa Bianca. Ancora cinque giorni per diventare Innovation Fellows alla Casa Bianca. Ma chi stanno cercando? Ecco i nuovi progetti e le iniziative in corso.
  • Misurare gli open data in termini economici. Ora anche le grosse società finanziarie e di consulenza iniziano a fare i conti

 

Trasparenza, accesso e open data: la rassegna DDS

Navigare tra le informazioni è complicato: sui temi di accesso, trasparenza e open data ci sono così tante articoli interessanti che è difficile tenere traccia di tutti. Da oggi, ogni settimana, cercheremo di aiutarvi, selezionando quelli per noi più interessanti e ve li riproporremo in breve.

Ovviamente segnalateci nei commenti o via email quello che trovate in rete. Li integreremo nella nostra rassegna.

Quella di oggi è dedicata agli open data:

  • I primi frutti dell’Open Data Day. Avete partecipato all’Open Data Day? Se sì, eravate in ottima compagnia in tutto il mondo. Alcuni dei progetti intrapresi sono ancora in corso. Eccone alcuni che sono stati completati durante la giornata mondiale dei dati aperti.
  • Da Obama 2012 a New York, i dati sono strategici. La campagna di Barack Obama nel 2012 ha usato al meglio i dati a propria disposizione per prendere decisioni e organizzare azioni sul territorio: ora lo stesso principio verrà utilizzato dalla città di New York.
  • Dati pubblici e scoop: istruzioni per l’uso. I dati pubblici sono preziosi per creare scoop e titoli di giornale. Ecco qualche consiglio ai giornalisti su come usarli al meglio (e qualche buon motivo per usare diritto di accesso e open data!).
  • Aiutare i senzatetto… con gli open data! Si tratta di quello che sta provando a fare la città di Vancouver. Lo racconta David Eaves, esperto di open data e residente di Vancouver.
  • Più dati per tutti. Migliaia di dati pubblici, set di dati di tutti i tipi e in varie forme in una lista assai fornita. Buon “data-crunching”!