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Come eliminare la plastica a casa e sostituirla rispettando l’ambiente

Siete in coda davanti alla cassa del supermercato. Il carrello del signore davanti a voi sta quasi traboccando.

“Le servono dei sacchetti?” chiede il commesso.
“Sì, almeno quattro!” risponde l’uomo.

Lanciate un’occhiata al vostro cestino: sei bottiglie d’acqua, quattro mele confezionate, rasoio usa e getta, sapone liquido e assorbenti. Cedete il posto alla signora alle vostre spalle e tornate a fare un giro tra gli scaffali. Forse potete farla meglio questa spesa.

Oggetti indispensabili e plastica: le alternative

Nonostante la raccolta differenziata e le leggi per limitarne l’uso, la plastica non correttamente smaltita provoca un inquinamento persistente che interessa sia la terra, sia l’acqua.

Vetro, legno, metallo e fibre tessili sono tutti materiali in grado di sostituire la plastica; una menzione speciale va al bambù, una pianta che cresce molto velocemente e i cui derivati sono completamente riciclabili e compostabili.

Il bambù è naturalmente robusto, resistente all’umidità e antibatterico, perciò può essere impiegato per creare stoffe e oggetti destinati al contatto con la pelle o con il cibo.

Per quanto non sia possibile evitare completamente la plastica, se ne può limitare il suo consumo cambiando il modo di fare la spesa, a partire dai sacchetti in cui riporre gli acquisti: al posto di quelli usa e getta forniti dal supermercato, è meglio portarsi da casa delle buste di tela naturale riutilizzabili.

Inoltre, è bene evitare di acquistare piatti, bicchieri e posate di plastica, ma anche cannucce e bottiglie d’acqua, preferendo le cannucce riutilizzabili e le bevande nelle bottiglie di vetro.

Per coloro che bevono l’acqua del rubinetto, anziché quella imbottigliata, le bottiglie di metallo sono un’idea pratica e igienica.

Gli imballaggi di plastica sono molto usati per la conservazione del cibo, soprattutto nei supermercati; eppure, una valida alternativa naturale sono gli involucri di cera d’api e tessuto di cotone, lavabili e riutilizzabili, oppure i sacchetti di carta.

Plastica e igiene personale

Parecchi prodotti per l’igiene personale contengono plastica, al loro interno oppure nel packaging, come assorbenti e tamponi, spesso confezionati singolarmente e dotati di adesivi e applicatori di plastica.

Esistono molte alternative ecologiche al loro utilizzo, tra cui la coppetta mestruale, gli assorbenti lavabili di stoffa, le mutandine assorbenti oppure, più semplicemente, gli assorbenti e i tamponi organici, che non contengono plastica e sono completamente biodegradabili nel giro di qualche settimana.

Discorso analogo per i pannolini: al posto di quelli tradizionali, è possibile usare i modelli di stoffa oppure quelli compostabili.

Anche rasoi, spazzolini da denti, spazzole e dischetti struccanti possono essere sostituiti con le loro versioni senza plastica. Il rasoio di sicurezza, dotato di un manico di legno o metallo, dura parecchi anni e permette di sostituire le lamette periodicamente.

Le spazzole e gli spazzolini realizzati in legno mantengono le stesse funzionalità, ma possono essere riciclati interamente alla fine del loro ciclo vitale. I dischetti struccanti riutilizzabili, di fibra naturale e microfibra, possono essere lavati e riutilizzati per anni.

Molti cosmetici per l’igiene personale vengono venduti in contenitori di plastica; non molti sanno che shampoo e balsamo non esistono solo in forma liquida, ma anche solida, così come il bagnoschiuma, che può essere sostituito da una saponetta.

Esistono persino dentifrici in pastiglie, da sciogliere in bocca con acqua. Anche i detersivi, solitamente venduti in confezioni di plastica, possono essere acquistati in polvere dentro scatole di cartone oppure acquistati liquidi alla spina, riutilizzando lo stesso flacone.

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Rimedi che funzionano per l’umidità in casa

Spostate il letto per passare l’aspirapolvere e vi accorgete che il muro dietro la testata è costellato di macchioline verdastre. Toccate l’intonaco con le dita; freddo e bagnato. Ecco perché da un po’ soffrivate spesso di mal di schiena…

Quando l’umidità è poca

È importante che i muri domestici rimangano sempre asciutti; se sono troppo umidi, possono causare dolori articolari e favorire la crescita di muffe, che a lungo andare rischiano di provocare allergie e problemi respiratori.

La maggior parte dei rimedi casalinghi per combattere l’umidità funziona solo se l’entità del problema è minima, per esempio durante i mesi freddi, quando si aprono malvolentieri le finestre e piove molto.

La prima cosa da fare è arieggiare bene la casa tutti i giorni, in particolare al mattino (per eliminare la condensa notturna) e nei caldi giorni di sole.

Le finestre vanno aperte anche dopo il bagno e la doccia, per disperdere il vapore acqueo che si accumula sui vetri e sugli specchi. Se i bagni non dispongono di finestre, è bene installare al loro interno un piccolo aspiratore.

Anche in cucina bisogna aver cura di azionare sempre la ventola, soprattutto quando si trascorre parecchio tempo ai fornelli e c’è molto vapore nell’aria.

Piazzare dei contenitori pieni di sale grosso o bicarbonato di sodio nelle stanze più umide può aiutare ad assorbire l’umidità in eccesso; inoltre, è bene non piazzare mobili molto ingombranti a ridosso dei muri esterni o delle finestre, soprattutto se sono già presenti macchie di umido che, una volta coperte, non riuscirebbero ad asciugare.

Molti credono che le piante da appartamento, coi loro vasi e sottovasi pieni d’acqua, possano peggiorare il problema dell’umidità; stessa cosa per i panni bagnati messi ad asciugare in casa. In realtà, né piante né bucato sono in grado di rilasciare abbastanza vapore da causare problemi in un’abitazione in cui le pareti sono tendenzialmente asciutte.

Igrometro e deumidificatore

L’igrometro è un piccolo strumento in grado di indicare la percentuale di umidità all’interno delle mura domestiche. Solitamente è molto economico ed è utile per controllare se gli accorgimenti contro l’umidità stanno avendo effetto oppure no.

Se vi rendete conto che i rimedi casalinghi non sono efficaci, acquistare un deumidificatore può essere una buona soluzione, soprattutto se abitate vicino al mare o nei pressi di un corso d’acqua.

Ne esistono vari modelli in commercio, con prezzi e dimensioni variabili in base al proprio budget e alle proprie esigenze.
Il deumidificatore può essere particolarmente utile quando non è possibile arieggiare bene ogni stanza o è necessario asciugare il bucato dentro casa, per esempio a causa del maltempo.

Quando l’umidità è tanta

I problemi più gravi legati all’umidità domestica si verificano quando ci sono delle infiltrazioni, come quelle provocate da tubi dell’acqua rotti, crepe nel tetto, fessure nelle pareti o finestre non perfettamente sigillate; in questi casi è sufficiente individuare la perdita e ripararla.

Se le macchie di umidità compaiono non solo sui muri, ma anche sul pavimento, è probabile che si tratti di un fenomeno chiamato “umidità di risalita”, particolarmente visibile nelle cantine o nei locali seminterrati, soprattutto se poco areati.

Questo fenomeno può portare danni strutturali all’intonaco e ai muri della casa, ed è necessario affidarsi a un professionista per arginare il problema e impedire all’acqua di continuare a risalire dal terreno.