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Falsi miti che condizionano le future mamme a tavola

Non toccare i gatti, mangia per due e dì addio al caffè. Qualsiasi futura mamma incappa in uno o più di questi falsi miti che si tramandano di generazione in generazione, sulla base di credenze popolari.

L’ambito in cui la fantasia in tema di presunti divieti si scatena maggiormente è proprio quello alimentare: dalle fantomatiche voglie al caffè, passando per il gatto, ce n’è proprio un bel campionario.

Sarebbe bello, innanzitutto, poter risalire all’origine di questi falsi miti; nella maggior parte dei casi però è impossibile farlo, perché la radice di certe credenze si perde nella notte dei tempi.

Ciò che è invece assolutamente certo è che la gravidanza rappresenta una fase delicata nella vita di una donna, da vivere con la maggiore serenità possibile: anche, o soprattutto, a tavola. Perché in un senso, ma in uno solo, in quei nove mesi si mangia davvero per due.

Fragole a mezzanotte

Le voglie delle donne gravide sono ormai diventate un cliché, nella vita reale così come in televisione.

Ma non è detto che tutte le donne debbano svegliarsi alle tre di notte in preda a un incontenibile desiderio di mangiare fragole con la panna, ed è assolutamente falso che non soddisfare queste voglie porti alla formazione di chiazze brune o rossastre sulla pelle del nascituro; queste ultime sono angiomi, indipendenti dalle voglie della madre.

Il desiderio di determinati cibi durante i mesi della gravidanza è una realtà – dovuta agli ormoni, pare – ma mai così marcata come si vorrebbe far credere.

Ad ogni modo le voglie non devono diventare una scusa per mangiare come due persone, mito duro a morire e nella cui trappola molte future mamme purtroppo cadono. Il fabbisogno energetico di una donna incinta è sì maggiorato, ma di appena 300 kcal circa al giorno.

Non bisogna dunque mangiare per due a livello di dosi, ma bisogna assolutamente farlo a livello di qualità: zuccheri e dolci in eccesso non fanno bene, così come grassi saturi e cibi “spazzatura”.

Diabete gestazionale e ipertensione sono un rischio concreto durante la gravidanza: un motivo in più per mettere da parte le credenze popolari e aprire un buon libro sull’alimentazione in gravidanza.

Ma è davvero colpa del gatto?

Gravidanza fa rima con toxoplasmosi: e se è vero che questa malattia rappresenta un rischio concreto per le donne gravide, è altrettanto vero che accarezzare un gatto è il minore dei rischi.

Il parassita responsabile della toxoplasmosi si può trovare nella carne cruda o poco cotta e nelle feci di gatto, ma solo dopo che queste ultime sono state eliminate da almeno 24 ore: ecco spiegato quanto risibile sia il ruolo del gatto nella trasmissione di questa patologia.

Per evitare il rischio di contrarre la toxoplasmosi bisogna tenere alla larga le carni crude, piuttosto che il gatto di casa: consumare solo carni ben cotte e rinunciare alla quasi totalità dei salumi sono due raccomandazioni validissime, oltre a quella, valida per tutti, di lavare accuratamente frutta e verdura.

Infine, due parole sull’amatissimo caffè: il mito lo vuole causa di aborti e di ritardo dello sviluppo del feto.

Non è ancora ben chiara la dinamica secondo cui un abuso di caffè abbia un effetto dannoso sulla gestazione, ma si parla comunque di abuso; nel limite delle due tazzine al giorno – oppure due tazze di tè nero o tre di tè verde – secondo l’Oms non si corre alcun rischio.