Madrid, la capitale trasparente

Foto: esmartcity.es

Elisa Murgese

Curioso di sapere il costo della ristrutturazione nella scuola di tuo figlio? Ti domandi quale degli assessori comunali guadagni di più e quale sia uscito con il voto più basso dall’università? Non capisci perché i lavori di riqualificazione delle strade vadano a rilento?

Se abiti a Madrid, ti basta una mail per avere queste risposte.

Da otto mesi, infatti, nella capitale spagnola – guidata da Manuela Carmena – è nato il primo Ufficio Trasparenza nella storia della città. A capo dell’equipe di cinque persone Victoria Anderica Caffarena. Laureata in Legge e con un master in Comunicazione, Caffarena ha partecipato per cinque anni al progetto Access Info Europe, dove ha lavorato per l’approvazione di una legge sulla trasparenza in Spagna. Ora, vuole riuscire ad andare oltre “la poco ambiziosa legge statale”, facendo di Madrid un avamposto della trasparenza.

È la prima volta che il governo di Madrid ha un ufficio per la trasparenza?
Sì, è la prima volta. Negli anni passati i progetti di trasparenza del municipio non erano mai stati così ambiziosi e non si dava grande importanza ai dati che venivano pubblicati. Ora, invece, la nuova giunta ha l’obiettivo di rendere Madrid un riferimento per la trasparenza. È una grande sfida, ma abbiamo quattro anni per farcela.

Una sfida resa ancor più difficile dal fatto che la legislazione nazionale spagnola sulla trasparenza non è così soddisfacente…

portal de transparenciaSì, esatto. Nel 2013 il Governo di Rajoy ha approvato una legge molto debole che ha portato la Spagna a posizionarsi in pessime posizione nel ranking internazionale di accesso all’informazione. Una legge per nulla ambiziosa, dove si cerca di limitare in tutti i modi il reale accesso dei cittadini alle informazioni, con numerose eccezioni e attraverso l’obbligo della carta d’identità elettronica. A Madrid siamo partiti proprio dal ridurre queste eccezioni per migliorare la possibilità delle persone di chiedere informazioni.

In quanti siete nell’Ufficio Trasparenza di Madrid e cosa fate ogni giorno?
Siamo un’equipe di cinque persone, un ufficio abbastanza economico. Il nostro compito non è quello di pubblicare i dati ma di assicurarci che tutti gli uffici pubblichino le informazioni che devono essere rese note ai cittadini. Inoltre, smistiamo le richieste di accesso dati ai vari uffici comunali.

Il tuo è un ruolo amministrativo. Significa che sei indipendente rispetto alle scelte politiche della giunta in carica?
Sono stata assunta come tecnico per migliorare la politica sulla trasparenza dell’amministrazione. In questo senso sì, sono certamente estranea alla politica.

In termini pratici, perché un ufficio trasparenza può fare la differenza?
Per esempio, teniamo in grande considerazione le lamentele dei cittadini. Se ci arriva una mail in cui ci viene chiesto perché non sono finiti i lavori di ristrutturazione di una scuola primaria, noi provvediamo a pubblicare informazioni che possano rispondere a questo reclamo. Inoltre, i dati che pubblichiamo sono usati per fare ottimi articoli giornalistici e migliorare la consapevolezza dei cittadini.

Nei primi sette mesi, il vostro ufficio trasparenza cos’è riuscito a fare?
Abbiamo pubblicato alcuni dati essenziali su budget, sussidi, stipendi e curriculum delle persone che lavorano nel municipio. Ma la maggior parte delle energie è confluita nella scrittura della bozza della legge sulla trasparenza del Comune di Madrid.

madrid_decideQuali saranno i punti chiave di questa legge?
Rendere obbligatoria la
pubblicazione della maggior parte delle informazioni relative al Comune. Sarà una norma pioniera, che tra l’altro includerà il diritto per il cittadino ad avere accesso ai dati, sanzioni per chi non pubblicherà le informazioni e la creazione di un registro delle lobby (assente in qualunque altra città spagnola). Si tratta di un progetto aperto, tanto che ogni cittadino ha potuto esprimere online la sua opinione sulla bozza. Una legge importante perché, se approvata, dovrà essere rispettata anche dalle successive legislature, a prescindere dal loro orientamento politico. 

Nella legge nazionale sulla trasparenza, per avere accesso alle informazione è necessario avere una carta di identità elettronica (che in Spagna è posseduta solo dal 4% della popolazione). Come avete risolto questo problema a Madrid?
Abbiamo eliminato il problema. Madrid è l’unica città spagnola dove si può fare una richiesta di informazioni in qualunque modo: via telefono, posta o con una semplice mail.

Che consiglio daresti all’Italia?
Ricordate che, anche se non riuscite a fare approvare una legge sulla trasparenza
, questo non vieta a singole città o Regioni di pubblicare informazioni. Dovete coltivare una forma di trasparenza che non aiuti solo il cittadino ma anche l’ente pubblico a migliorare il suo lavoro. Essere più trasparenti è sempre una decisione intelligente, in ogni caso.

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